Abiezione di coscienza
2 anni faIl segretario generale dei vescovi monsignor Crociata (nomen omen, rotfl) al congresso del farmacisti cattolici ha dichiarato: “Come per i medici, anche a loro deve essere permesso di non collaborare alla fornitura di prodotti dagli scopi immorali”.
Benissimo: che cambino mestiere.
Pretendere di essere medico o farmacista e poi rifiutarsi di prestare un servizio “per motivi di coscienza religiosa” (sì, solo religiosa, e solo cattolica: perché vorrei vedere se un medico si trovasse al pronto soccorso quando gli arriva lì Berlusconi infartato e dicesse: “No, non poso rianimarlo: la mia coscienza me lo proibisce”…) è, per me, come pretendere di dichiararsi obiettore antimilitarista DOPO essersi arruolato volontariamente nell’esercito. Scusa, signor ginecologo ciellino, ma per caso ti ci hanno costretto ad iscriverti a Medicina e poi a lavorare in una struttura pubblica o convenzionata?
No, troppo comoda così. Svolgete un servizio essenziale che avete liberamente scelto di svolgere: se non vi sta bene svolgerlo seguendo le fottute leggi dello Stato in nome della libertà individuale e del bene comune, beh, avete sbagliato lavoro, andate a fare dell’altro. O andate a fare in culo, come volete.
(Per inciso: com’è che uno che vuole obiettare alle spese militari autoriducendosi le tasse è invece considerato un criminale? Pagare per caccia e carrarmati che ammazzano persone non è “collaborare alla fornitura di prodotti dagli scopi immorali”? Evidentemente no. D’altronde, li ammazziamo solo per mandarli prima in paradiso, giusto? Uhm, anche se pensandoci bene noi andiamo in giro ad ammazzare solamente infedeli. Forse così tutto si spiega. Anche il fatto che il capo dei vescovi si chiami davvero Crociata.)