July 1, 2008
Quando il Gay Pride iniziò a comparire in Europa (nel 1992 a Londra) e in particolare in Italia (nel 1994 a Roma), colse una cittadinanza totalmente impreparata a questo tipo di manifestazione. Nel nostro paese i cortei erano sempre stati di natura religiosa o di protesta politica. Le sfilate di carnevale, da noi, rappresentano un momento di puro svago, mentre in Italia non c’era la minima nozione di rivendicazione etnica, visto che nel nostro paese le comunità straniere sono diventate una realtà solo da pochi anni. Risultato: all’inizio la parata del Gay Pride è stata considerata un’inutile buffonata anche da buona parte della cittadinanza GLBT.

Gay .it :: Esibizionismo o cultura? Storia del Pride e dei suoi colori (via ilaria)

Solo all’inizio?

I Gay.

Quelli che sfilano per i loro diritti, e poi votano i clerico-fascisti.

Quelli che chiedono il matrimonio e vivono per la grande abbuffata di sesso.

Quelli che chiedono rispetto a coloro che li metterebbero al rogo (altri gay per altro) e guai a toccare Gesu’ (e guai anche a far parlare i membri del No Vat).

Quelli che lottano contro la discriminazione e poi vogliono solo essere un’altra fetta di mercato.

Quelli che scendono in piazza, ma a 50 anni non hanno neanche il coraggio di fare coming out con i loro famigliari (ho un intero ramo materno della famiglia che per strada si volta dall’altra parte: di questo sì ne sono orgoglioso, si chiama selezione naturale).

Quelli che si riempono la bocca delle parole “rispetto” e “diritti” e poi ti accusano in privato di essere troppo esposto, magari inarcando le sopracciglia rifatte.

E’ vero, non è il Gay Pride ad essere una carnevalata: sono i gay ad essere ridicoli, chiari esempi di Sindrome di Stoccolma.

Potrebbero essere liberi e invece cercano l’amore dei loro carcerieri: il consumismo, la religione, il machismo fascista.

Non mi faccio piu’ ingannare dai miei simili: vogliono solo preservare i loro ghetti e i loro zoo dove continuare a grufolare.

Comments (View)
pagina 1 di 1