July 31, 2008
Ogni volta che leggo le tumblate del lucidissimo HCJ mi viene da pensare quanto siano disturbati i preti dallo spudorato stile di vita di chi si ostina a cercare di godersi i frutti della sua limitata vita rispettando la libertà degli altri. Penso anche che siano disturbati punto e basta.

HariSeldon (minimamentadattato e… scusa se ho messo in minuscolo le “tumblate” maiuscole d’obbligo!) (via blazar)

Oggi vi amo, sappiatelo. Hari ha esattamente centrato il punto. Di default ragiono così. Tuttavia quando gli altri non rispettano più la mia libertà e il mio spensierato modo di essere me stesso, quando calpestano i miei sentimenti, quando mi vengono a stanare sul picco della montagna da eremita in cui vivrei serenamente, se non fosse che non tollerano neanche la mia esistenza (esattamente come quegli omosessuali che ti criticano perchè sei “dichiarato”, ma sono solo invidiosi della libertà che ti prendi e pretendi; almeno io lo devo dire, qualche criticone non deve neanche fare lo sforzo), quando avviene che la massa dei repressi inizia a volerti sopprimere, piena di acredine in realtà per la propria mancanza di coraggio e lucidità mentale, allora per difendere la tua serenità e la tua libertà, per tornartene chiuso nel tuo guscio di noce e sentirti re dell’infinito spazio, per provare quella sensazione di separazione dal tutto come nel finale di “Estensione del dominio della lotta”, fai emergere tutta la violenza che custodisci dentro di te, tieni a bada come un cane da guardia, ma che al momento opportuno lo lasci a briglia sciolta. Certe persone ti costringono proprio a pensare: “Mors tua, vita mea”.

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